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La posizione di Slow Food sul “Farm to Fork”: la strategia Europea per l’agroalimentare

di Alessandro Scassellati Sforzolini, Scuola Ambulante di Agricoltura

Slow Food ritiene che la strategia “Farm to Fork” sia l’occasione per intraprendere quel percorso di trasformazione di cui abbiamo bisogno per creare sistemi alimentari sostenibili e per proteggere l’ambiente, la salute e naturalmente i produttori. “Nella strategia vengono affrontati temi fondamentali come la promozione dell’agroecologia, il miglioramento delle abitudini alimentari e la necessità di impegnarsi in un consumo minore, e al tempo stesso di migliore qualità, di carne: sono alcune delle idee che Slow Food sostiene e promuove da anni”, ha affermato il Prof. Sottile.

Slow Food si rammarica però per l’inclusione, nella strategia, del concetto di nuovi OGM e delle nuove biotecnologie, nonostante quanto stabilito dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea nel 2018 e senza aver ancora definito delle regole precise a riguardo. Secondo Slow Food, inoltre, la riduzione del 50% dell’utilizzo dei pesticidi è un obiettivo insufficiente a frenare l’estinzione degli impollinatori, che ha raggiunto livelli senza precedenti e che mette a grave rischio il nostro sistema alimentare.

Slow Food, in particolare, chiede che gli obiettivi della strategia “Farm to Fork” e della Strategia per la Biodiversità vengano integrati nella prossima PAC e che quindi questa contrasti la perdita dell’agricoltura su piccola scala, basata sulla comunità, e garantisca condizioni di lavoro dignitose per gli agricoltori e i lavoratori agricoli. Inoltre, Slow Food chiede che si metta fine al meccanismo del pagamento per ettaro e lo si sostituisca con finanziamenti e sostegni mirati che promuovano il passaggio all’agroecologia.

La PAC deve affrontare la crisi climatica, tutelare la fertilità del suolo e la biodiversità, proteggere l’acqua, ridurre la dipendenza energetica e chimica, promuovere il benessere degli animali grazie a finanziamenti erogati in maniera mirata e dare priorità alla produzione stagionale, locale ed equa di frutta, verdura, cereali, latticini e carne, garantendo a tutti la possibilità di seguire diete sane e nutrienti”, ha dichiarato il Prof. Sottile.

La posizione di Slow Food sulla proposta di riforma della PAC, con l’elenco delle proposte avanzate, è disponibile qui (https://n4v5s9s7.stackpathcdn.com/sloweurope/wpcontent/uploads/Slow-Food-CAP-Review.pdf).

Secondo il Prof. Sottile, “la strategia Farm to Fork è il primo tentativo dell’Unione Europea di creare una politica globale che ruoti attorno al cibo”. Slow Food ritiene (https://www.slowfood.com/slow-food-the-commission-takes-apromising-step-towards-a-sustainable-europe/) che la strategia “Farm to Fork” rappresenti l’opportunità di mettere in moto il cambiamento di cui abbiamo assoluto bisogno per costruire sistemi alimentari sostenibili e proteggere l’ambiente, i contadini e la salute. Ma, la strategia “Farm to Fork”, a oggi, è un piano prettamente politico: gli esiti dipenderanno da come verranno attuati i suoi principi nella PAC e nei singoli Piani Strategici Nazionali.

Ruralopoli è un progetto finalizzato a costruire una Comunità che Supporta l’Agricoltura (C.S.A.) collegata alla comunità locale, al territorio e al consumo di cibo sostenibile.
Il territorio su cui opera Ruralopoli è Brescia, con la sua area metropolitana e periurbana.

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