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Il Conto Economico di una CSA

Con I conti di una piccola azienda sostenibile avevamo iniziato a presentarvi il lavoro fatto da John Volk con la sua Slow Hand Farm e il prezioso libro sulle Compact Farm. Nel post si evidenziava come i conti economici dell’azienda si incentrassero sull’identificare il valore dell’ora di lavoro.

Il libro è tutto da leggere, ma ci siamo permessi di prenderne una pagina, quella di un Bilancio preventivo, per fare vedere come agisce una CSA rispetto ad un sistema contabile.

Cully Neighborhood Farm Budget

Rispetto all’analiticità vista con il Grano Duro, questo Conto Economico è molto semplificato per come computa “entrate ed uscite” perché, come d’altronde dichiara nell’incipit, raggruppa tutte le spese possibili e mette a ricavo le quote che la CSA dovrà acquistare, a prescindere dalla resa della piantagione.

Questo conto economico è molto semplificato in quanto il Reddito finale, definito Netto (Net Income), è calcolato come semplice differenza tra un Reddito Lordo e il totale delle Spese.

Reddito Netto= Reddito Lordo- Spese Totali

Il Reddito Lordo è dato dalla somma della vendita di 52 quote della CSA, e da altri redditi provenienti dalla vendita del raccolto.

Tutte le spese sostenute dall’azienda si sommano tra loro totalizzando quindi 18747,67 dollari:

Spese Totali= Attrezzature+Piantagione+Pubblicità+Spese per il campo+Spese per il Raccolto+Amministrazione+Manodopera+Infrastruttura+Acquisti di colture

Non c’e più la distinzione tra i costi fissi e i costi variabili (come nel caso del grano duro), in quanto non viene calcolato, come nel caso del grano duro, il Margine Lordo. Qui le spese legate alla coltura (concimazione, acquisto dei semi, irrigazione), sono delle spese di manodopera, di manutenzione della struttura e di amministrazione.

Se 52 sottoscriveranno una quota di 550 dollari allora si avrà un reddito netto di 13.852,33 dollari. Per cui a preventivo una comunità si fa carico dei costi agricoli coprendo così il rischio stagionale di chi produce. Quindi conoscere la resa della piantagione è in questo caso indifferente.

Questo conto economico ci da meno informazioni di quello sul grano duro, in quanto non ci dice quanto è la resa di ciò che è stato piantato, nè rifereisce le entrate e le uscite a dei valori “per ettaro”.

Facciamo un altro confronto tra conti economici.

Il Bilancio di Arvaia del quale avevamo parlato dopo la loro riunione sugli aggiustamenti fatti a fine 2019 è un compromesso tra il budget della Compact farm e quello del grano duro: la complessità è simile a quanto visto per il Grano Duro, ma il rischio per gli agricoltori è coperto dalla divisione in quote che i soci devono sottoscrivere ad inizio anno. Quando si ha a che fare con strutture più complesse la semplicità della Compact Farm deve essere stemperata visto che gli investimenti diventano pluriennali e la manodopera, aumentando in termini numerici e qualitativi, diventa un asset che è bene non perdere.

Tutto questo porta alla necessità di raggiungere un numero di quote che sia stabile nel tempo o che cresca, per garantire investimenti o sviluppi che vengono ritenuti necessari.

D’altronde avevamo visto la necessità da parte Arvaia di individuare dei soci sottoscrittori per coprire degli investimenti che, essendo oneri pluriennali, non possono essere pagati dalla gestione caratteristica e cioè le quote della CSA. Arvaia identificava la necessità di raccogliere 40000 euro per costruire le infrastrutture (villagio) e acquistare le macchine agricole. E voleva raccogliere questi soldi avendo dei soci sovventori, ossia “un socio che non mette dei soldi per ricevere una cassetta come quello abituale di una CSA, quindi non un socio che anticipa qualcosa per avere nell’anno quanto gli spetta, ma qualcuno che mette dei soldi in Arvaia e li lascia lì per fare qualcosa che la cooperativa decide di fare. Quindi Arvaia pagherà gli investimenti utilizzando i versamenti in conto capitale dei soci sovventori. Restituirà loro il capitale se lo richiederanno dopo 3 anni e gli interessi verranno pagati se e solo se Arvaia avrà utili e se tutti insieme decideranno di remunerare i soci”.

Compact Farm è incentrato proprio su questo tema. Identificare quei parametri e i valori dei parametri che permettono che l’azienda sia sostenibile e identificare il grado di complessità che è necessario raggiungere per soddisfare se stessi e la comunità che le gira intorno.

Alessandra Iero

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