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La Parata delle Popolazioni Evolutive

Cosa accade quando una città, una scuola e una comunità agroecologica si incontrano sotto la guida di un artista di Public Art? Nascono le popolazioni evolutive, perché la varietà è meglio dell’uniformità.

Accade a Brescia, venerdi 11 ottobre 2019, con i bambini della Scuola Elementare Calini, la comunità agroecologica è quella di Ruraropoli e l’artista è Luigi Coppola. Andiamo a vedere cosa succede!

Che cos’è la “Parata”

La Parata è l’ultimo atto del progetto Popolazioni Evolutive #3 CARME che l’artista Luigi Coppola ha sviluppato presso l’Associazione Culturale C.AR.M.E – Centro Arti Multiculturali e Etnosociali di Brescia nel corso di un anno , con la realizzazione di una mostra ed una serie di laboratori didattici realizzati con le classi della Scuola Primaria Calini.

E come ogni ultimo atto, la Parata delle Popolazioni Evolutive detiene il ruolo principale. Qui l’arte «si fa» di tutti, dilata i confini, esce dai musei e invade le strade: una moltitudine di bambini e bambine sfila per la città fino a Largo Formentone, tenendo ben strette e alte le spighe di differenti varietà di cereali, a manifestare la necessità di coltivare la diversità nei nostri territori. Perché, come sottolinea l’artista:

“quando perdiamo il diritto di essere differenti perdiamo il privilegio di essere liberi”

Composte da tante varietà di cereali, le popolazioni evolutive sono coltivate non lontano da Brescia da Cristian Benaglio nella comunità nascente di Ruraropoli (Rezzato, BS) e simboleggiano la risposta delle nuove generazioni alle crisi culturali ambientali e sociali odierne. Una scelta agricola che si presta a diventare una metafora politica e culturale di accoglienza della diversità senza pregiudizi :

” Con la biodiversità il mondo è ecologicamente più sicuro in quanto, la biodiversità, è fonte del rinnovamento della vita. La biodiversità non è solo una questione di diversità biologica ma anche di democrazia. La perdita della biodiversità rischia di distruggere la nostra stessa cultura.”

COLTIVARE L’IDEA DI POPOLAZIONE EVOLUTIVA

Se l’arte per meritare questo nome, come ci insegna Lea Vergine, deve avere funzioni non solamente estetiche, ma deve toccare qualche cosa in noi, deve rappresentare e contenere un’idea, allora possiamo affermare che Luigi Coppola ha colto nel segno:

Coltivare l’idea di popolazione evolutiva significa fare una scelta culturale di fondo, semplice e rivoluzionaria,  sfuggendo alle logiche della dominazione della natura, dell’uniformità, della monocultura e abbracciando logiche di ibridazione, intraspecie, contaminazione,  circolazione e complessità.” 

L’ idea che da diverso tempo l’artista porta avanti nelle sue opere, prende spunto dalle ricerche sui miscugli (o popolazioni evolutive) del genetista Salvatore Ceccarelli, una tecnica rivoluzionaria per riprodurre la biodiversità agricola utilizzando allo stesso tempo centinaia e migliaia di semi di specie diverse. Le popolazioni evolutive hanno la capacità di evolversi nel tempo, di adattarsi alle condizioni climatiche e di suolo, di lasciare scegliere alla terra le varietà da far crescere, assicurare la sicurezza alimentare migliorando le caratteristiche nutrizionali dei cibi e riportare il controllo dei semi nelle mani dei contadini .

La pratica delle popolazioni evolutive diventa metafora per riflettere come l’idea di uniformità e di monocultura siano scelte costruite come dogma culturale in tutti i campi da quello agricolo a quello sociale.

Chi è Luigi Coppola

Artista, o come ama definirsi “attivatore di immaginari”, Luigi Coppola è promotore di progetti nei campi dell’agroecologia, agricoltura sociale e processi partecipativi e di riappropriazione comunitaria dei beni comuni. La sua pratica deriva da una combinazione di varie formazioni e esperienze. Laureato in Ingegneria Ambientale al Politecnico di Torino, si è formato sulle pratiche artistiche (arti visive e performative). Collabora con la Casa delle Agriculture a Castiglione d’Otranto (LE) e BAK – basis voor actuele kunst di Utrecht (NL). Popolazioni Evolutive #3 CARME è la terza mostra e progetto di arte pubblica sul tema, dopo la Fondazione Merz di Torino ed il BAK di Utrecht (NL).

“quando il mondo crolla non ha senso che l’arte rimanga arroccata nelle gallerie e nei musei ma è chiamata ad un passo di sostenibilità. È la prima che deve svegliarsi!”

Claudia Angrisani

Fonti:

  • Lea Vergine, Parole sull’arte, Il Saggiatore, Milano 2008.

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